Limen
bevendo lentamente il mio cognac Gourmel avanzavo tra le mie parole come aberrazioni sintattiche tra i miei respiri.. gli dissi buonanotte ed andai via.. disegnai un saluto sbiadito con un dito.. ed in bocca nemmeno più il sapore del superbo distillato, instillato nelle mie vene mai paghe..in effetti il bicchiere era tiepido al tatto come il liquido.. amaro in bocca.. lentamente mossi la mia mano… la mano aperta come per fermare la persona che si vuol chiamare. Io tacevo, mi muovevo verso la porta aprendola alla notte desertificata con il permesso d’avanzare datomi dalla luce intermittente di una lampione in alto oscilllante.. impazzito: il vento o la centrale a qualche isolato distante quanto basta perché raggiungessi in ritardo la stazione…
correvo.. fedele.. correvo sulla mia mappa disseminata di pensieri - mine nel campo della memoria selettiva- che rincorrevano parole che mai chiudono in una conclusa spiegazione.. definitiva definizione.
girai l’angolo.. la strada piegava verso destra.. claudicante.. mi avvicinai.. ero sul greto del fiume.. l’acqua era fredda.. i fiumi scorrono di rado parallelamente a una costa o paralleli tra loro per lunghe distanze, le strade, invece seguono spesso la costa e non raramente corrono parallele l’una all’altra.. inclino al sonno.. sogno.. scivolando nella notte in cui ancora stai respirando lungo i miei gomiti.. in cui tracanni questo sogno come tutti gli altri.. ingollati come il mio Gourmel prima della chiusa.. questa notte sta per scolorirsi in un mattino gelido.. tenue pallido verso levante prima del sorgere del sole i cui raggi si infrangono in una torma di nuvole smorte, biancastre elevate a strati oppure a fiocchi.. che gonfiano formando strani accrocchi scuri.. mi fermo .. mi raggomitolo un queste parole , vuote.. inutile scrigno.. il cui unico valore sta nella chiave perduta ..nel sigillo defraudato.. aprirla? troveresti il nulla.
le ore si vanno sbriciolando.. su questa strada che taglia la costa.. muore al mare.. svolto, come svoltano riflettendosi nel magma ribollente dei miei sguardi, le riflessioni: vanno putrefacendosi.. e rilego atlanti , paesi di antidiluviane architetture e bianchezze d’orizzonte assieme alle infatuazioni senza progetto.. un fiammifero, tra due pensieri bui, m’illumina: dovrei sciogliere le cere profumate di questi anni.. dovrei farne roghi di lingue alte.. svettanti al cielo; invece vivono oltre il bordo erboso dell’incedere. e bevo.. confondo il sangue con l’amarena…. ed ho come sulla schiena una pangea tatuata dai venti.. non sono assenti.. sono fedeli compagni: le essenze e i miei profumi.
Rovescio prospettive..la mia migliore manifestazione di deità.. e ritorna, soppiantandone la nostalgia, la mia improvvisa e sperduta affabulazione.. ritrovo i martelli segnati in pugno. pronta.. allertata dai tigli che di notte mi richiamano le fibre, al passo fugace di sincrono di presente.. che accade, ora. Una scatola di cartone, una cassa di legno che il fiume ha rispedita al mittente, o di latta o bien-sur, di marzapane anche, senza copertura però. un’astronave, dentro, il mistero di tre omini immortali..custodiscono l’inganno di tre enfant terrible ( una devo esser stata io nella mia vita passata ).. l’idiota di turno ritorna all’ombra di se stesso a chieder passatempo.. il tempo non passa e lui ha stantio languore , non avendone sentore, del resto l’hanno ritirato dal mondo pur lasciandovelo.. ma l’astronave si distruggerà in 25 secondi.
nasce e muore una storia, così.
May 3, 2008 at 1:05 am
sono semplicemente commosso…che donna…che suprema e sublime poesia…l’estasi si impossessa di me e del mio corpo…ogni fibra del mio essere tende verso la perfezione, asintotica all’universo….non credevo che esistessero spiriti così sensibili……………………………………………………………………………e invece……………………………………………………………………………………………………………………………… navigando qual naufragante marinaio nei flussi roboanti della rete trovo una boa di salvezza….un’anima affine alla mia…..ansioso di leggere altre tue parole ti saluto..se vuoi rispondi alla mail touchthesky@hotmail.it